Galleria Fotografica


Dentro L'anima 2008

Una bella idea ma che potrebbe risultare pericolosa. Facile da spiegare. Io, fotografo, mi metto al servizio di te, artista , m’introduco in punta di piedi nel tuo studio e con la macchina fotografica catturo il gesto creativo, la nascita dell’opera d’arte. Nessun disturbo, fa come se non esistessi. Messa così, sembra una proposta innocua. E ricorda il vecchio gioco “ a guardie e ladri”, dove contava soprattutto rispettare i ruoli. Chi fa la guardia e chi fa il ladro. Alla fine però c’era sempre qualcuno che tornava a casa con un occhio pesto. Stavolta a proporre il gioco sono sette fotografi. Li vedete nella foto di gruppo in galante bouquet attorno all’unica donna. Ciascuno ha scelto due artisti a ha cercato fotograficamente di “catturarli”. C’è riuscito? Non lo darei per scontato. Il rapporto che s’istaura nello scatto è sottile e complesso. E deve aprire molti lucchetti. Il primo è la stupida querelle tra arti nobili e fotografia , accusata a torto di meccanica obiettività. Viviamo un’epoca che ha pareggiato i conti contaminando le due discipline. Oggi i pittori si nutrono di immagini e i fotografi s’atteggiano a pittori. Poi c’è l’ambiguità dell’artista di fronte alla propria rappresentazione. Chi scompare mettendo in primo piano le opere. Chi si piazza al centro del palcoscenico. Ecco perché i ritratti di “Dentro l’anima” intrigano e incuriosiscono.
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